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Come riconoscere un detersivo ecologico?

detersivo ecologico

Detersivo ecologico: sempre più alta la richiesta

Cavalcando l’onda di una maggiore attenzione alla sostenibilità, alcuni produttori mettono in atto il cosiddetto “greenwashing”, concetto che indica la tendenza di molte aziende a proclamare presunti comportamenti sostenibili in modo tale da ottenere un maggior profitto, andando ad attirare l’attenzione di quella fascia di consumatori attenti alla salute del pianeta. Contenitori minimal, scritte – spesso verdi – che rimandano ai concetti di sostenibilità e rispetto per l’ambiente, claim che inneggiano a “ingredienti di origine naturale” sono le forme attraverso cui si manifesta il “greenwashing”, che però nasconde prodotti che di naturale e sostenibile hanno ben poco.

Quindi come possiamo essere certi di acquistare un detersivo ecologico che sia “veramente” ecologico?

Ecco cosa consiglia la Dottoressa Erica Congiu, responsabile del progetto BioDizionario e del marchio di garanzia BIODIZIONARIO APPROVED, per riconoscere un detersivo ecologico.

 

Purtroppo la dicitura “ecologico”, così come “naturale”, “green” “amico dell’ambiente”, non è regolamentata: in assenza di una specifica certificazione, può essere definito detersivo ecologico anche un detersivo che contiene ingredienti biodegradabili, ma anche sostanze sintetiche non biodegradabili. Il fatto che per i detergenti per la casa non vi sia l’obbligo di dichiarare in etichetta l’INCI per esteso, ma solo la composizione generica, non aiuta: il consumatore spesso non ha la possibilità di accertarsi che i claim dichiarati in etichetta corrispondano a verità.

Trasparenza

Le compagnie che credono e investono nella filosofia green, difficilmente hanno qualcosa da nascondere e hanno tutto l’interesse di dichiarare i loro INCI per esteso. I tensioattivi vegetali biodegradabili più comunemente utilizzati sono Coco Glucoside & Gliceryl Oleate, Lauryl Glucoside, Cocamidopropyl Betaina, Esterquat, Sodium Lauroyl Sarcosinate e vengono spesso associati a sbiancanti/igienizzanti naturali come il percarbonato di sodio. Sono da evitare invece sostanze sintetiche e di natura petrolchimica come SLS / SLES, Fosfati, Formaldeide, Candeggina, Solfato d’ammonio, Diossano, Sbiancanti ottici, Ammonio quaternario (Quats), Nonilfenolo etossilato (Nonoxynol, NPEs), Profumi e fragranze sintetiche, P-Diclorobenzene / Benzene.

E le certificazioni?

Le certificazioni possono aiutarci a riconoscere il  “vero” detersivo ecologico: la certificazione BIODIZIONARIO APPROVED, ad esempio, garantisce che tutte le componenti del prodotto siano biodegradabili ed ecocompatibili (oltre a rispettare i criteri del disciplinare VEGANOK, quindi assenza di sostanze di origine animale nel prodotto e nel packaging e assenza di sperimentazione sugli animali). Se manca la certificazione, ma è presente l’INCI in etichetta, è possibile consultare il database BioDizionario che, con l’intuitivo sistema dei semafori, potrà fornirci informazioni dettagliate sulla composizione del prodotto e sulla presenza o meno di sostanze non biodegradabili. 

Fonte: Osservatorio VeganOk

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