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Cosa sta succedendo al nostro pianeta? Plastic Free July : Sii tu “parte della soluzione”!

Come vi accennavamo nel precedente articolo sulle spazzole e i pettini vegan e sostenibili, questo è il Plastic Free July, ovvero “Luglio senza plastica”!

Il Plastic Free July, o “Luglio Senza Plastica”, è un’iniziativa della Plastic Free Foundation nata per sensibilizzare le masse e spingerle verso comportamenti consapevoli, responsabili e atti a creare un mondo libero dai rifiuti derivati dalla plastica. 

Sii “parte della soluzione” cita lo slogan dell’iniziativa.

E noi di Veauty Of Life vogliamo provare ad esserlo.

Questo movimento NON nasce per costringerci ad eliminare tutti i materiali plastici in casa, attenzione!

Lo scopo NON è quello di creare più rifiuti.

Lo scopo è quello di diminuire la produzione di rifiuti, educarci al riciclo, al riutilizzo e all’acquisto consapevole.

Ecco di seguito parte di un articolo pubblicato sul sito www.wwf.it che parla del nostro mediterraneo: un “MEDITERRANEO DI PLASTICA”.

“Il Mar mediterraneo è un bacino  quasi chiuso dove le correnti fanno tornare sulle coste l’80% dei rifiuti di plastica con il risultato che per ogni chilometro di litorale, se ne accumulano oltre 5 kg al giorno.

L’inquinamento peggiore da plastica è quello invisibile: la microplastica. Il mare nostrum ha soltanto l’1% delle acque mondiali, ma contiene il 7% della microplastica marina.”

L’articolo prosegue con stime e numeri sulla presenza della plastica nel nostro mare:

“La plastica è entrata a far parte della nostra vita in quantità e resistenza tali da diventare un problema serio per l’ambiente, soprattutto per il modo in cui è stata gestita e perché ha stravolto i sistemi di consumo delle nostre società, acquisendo con l’usa e getta il primato della comodità. E pensare che è un materiale pensato per essere a “lunga conservazione”: non scompare mai, si frammenta solo in pezzi più piccoli. E così oggi si producono 396 milioni di tonnellate di plastica all’anno, 53 kg per ogni abitante del Pianeta. Solo poco più del 20% della plastica è stato riciclato o incenerito, molta ha terminato la propria vita in mare. Già oggi, nei mari sono presenti oltre 150 milioni di tonnellate di plastica. Uccelli, pesci, balene, tartarughe: un milione e mezzo di animali, ogni anno, sono vittime di rifiuti di plastica scaricati negli oceani. E il problema è destinato a peggiorare: se non si interromperà lo sversamento dei rifiuti di plastica, entro il 2050 negli oceani ci saranno più plastiche che pesci.”

Previsioni dunque catastrofici secondo il wwf che prosegue parlando delle minacce:

“Lenze, reti da pesca, buste, bottiglie, flaconi, e molto molto altro: i grandi pezzi di plastica feriscono, strangolano e causano spesso la morte di animali come tartarughe marine e uccelli marini. Sono 134 le specie tra pesci, uccelli, tartarughe e mammiferi marini che nel Mediterraneo sono vittime dell’ingestione di plastica. Gli effetti di un tale accumulo di plastica nell’apparato digerente sono ovviamente quasi sempre mortali. Il Mediterraneo, con la sua elevata biodiversità é tra i più minacciati al mondo dalle microplastiche. Sui fondali marini del Mare Nostrum sono stati rilevati livelli di microplastiche più elevati mai registrati, fino a 1,9 milioni di frammenti su una superficie di un solo metro quadrato. 
Se in forma micro o nano, le plastiche non creano problemi di intrappolamento o soffocamento, se ingerite possono comportare anche l’assunzione di virus, batteri e contaminanti tossici da parte degli organismi marini.
Questa plastica raggiunge anche noi: ingeriamo in media cinque grammi di plastica a settimana, l’equivalente di una carta di credito, e non si conoscono ancora i risvolti per la nostra salute”

Dunque cosa possiamo fare ?

“Per risolvere un problema complesso, occorrono soluzioni complesse che coinvolgano tutti gli attori: la ricerca, la partecipazione dell’industria (soprattutto quella turistica), la consapevolezza e coinvolgimento dei cittadini e una forte volontà politica a livello nazionale e sovranazionale. 
Lavoriamo per realizzare un’economia circolare per la plastica basata sulla riduzione dei consumi, sul riutilizzo, sulla ricerca di prodotti alternativi a minor impatto, sul miglioramento della gestione dei rifiuti, sull’incremento del riciclo e sull’ampliamento del mercato delle materie secondarie. Tutti i soggetti coinvolti nell’economia della plastica, dalla produzione alla gestione del fine vita, devono essere allineati all’obiettivo comune di porre fine alla dispersione di plastica in natura e in mare. 
A livello globale, stiamo spingendo per un trattato globale legalmente vincolante per tutti i paesi del mondo per contrastare l’inquinamento marino da plastica. Stiamo anche promuovendo e sostenendo l’adozione di misure più severe contro l’inquinamento da plastica nel Mediterraneo attraverso la Convenzione di Barcellona, le politiche nazionali e dell’UE – come il divieto di alcuni tipi di plastica monouso e obiettivi vincolanti per migliorare la raccolta dei rifiuti.
Come società, dobbiamo ripensare radicalmente al nostro rapporto con la plastica. Vogliamo che le persone si attivino per ridurre il proprio uso di plastica monouso e non necessaria.
Stiamo lavorando con città affinchè possano diventare modelli virtuosi di riduzione della plastica monouso e non necessaria, incremento della raccolta e del riciclo ed eliminazione della dispersione in natura.”

E forse qualcosa sta cambiando con le ultime disposizioni : la Plastica monouso é vietata in tutta l’Unione europea dal 3 luglio 2021, più nello specifico è proibito produrre e commercializzare una lista di 10 prodotti usa e getta, si potrà solo smaltire quello che c’è già nei negozi.

C’è chi vorrebbe fosse fatto di più, e chi, soprattutto i commercianti, in piena crisi economica non ha apprezzato questo cambiamento.

Vedremo come andrà a finire.

Intanto ecco a te l’elenco dei prodotti banditi:

• cotton fioc

• posate

• piatti

• cannucce

• mescolatori per bevande

• aste per palloncini

• contenitori per bevande monouso (ammessi solo se i tappi e i coperchi restano attaccati al contenitore)

• sacchetti di plastica molto leggeri

• prodotti in plastica oxo-degradabile

• contenitori per fast food fatti di polistirolo espanso

Hai già pensato a come sostituire questi prodotti ?

Non perdere i prossimi articoli sul blog di Veauty Of Life.

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