News, Alternative vegan e sostenibili

No alle posate in plastica. Arrivano le posate sostenibili e commestibili! Il nostro mondo no waste.

Oggi Veauty Of Life vi parla delle posate, molto utilizzate in casa, negli uffici e in diverse attività commerciali. Le posate sono al secondo posto nell’elenco dei prodotti usa e getta banditi nella campagna per un mondo senza plastica.

Vogliamo riproporvi a tal proposito due articoli molto interessanti che abbiamo letto sul sito “IL SOLE 24 ORE” e “Rinnovabili.it“.

I due articoli parlano di sostenibilità e alternative molto curiose alle classiche posate in plastica!

A partire dal 3 luglio posate (forchette, coltelli, cucchiai e bacchette), piatti, cannucce e contenitori per alimenti e tazze in polistirolo espanso usa e getta sono stati vietati da una direttiva Ue.

Tra le numerose alternative che si stanno affacciando sul mercato italiano c’è anche un brevetto della californiana EcoTensil con AquaDot, una nuova gamma di posate pieghevoli in cartone senza plastica e molto resistenti che comprende anche un modello per le confezioni da asporto. I vantaggi sono molteplici: la facilità di adattabilità al packaging, senza alterare i processi esistenti, l’adeguamento alla normativa e la caratteristica di non alterare il gusto del cibo.

La gamma di posate multifunzionali AquaDot di EcoTensil è priva di plastica, riciclabile e compostabile, è realizzata con materiale sostenibile e certificato proveniente dalle foreste e utilizzano anche fino all’80% in meno di materiale rispetto alla maggior parte delle altre posate monouso in plastica, bio-plastica o legno. Oltre alle applicazioni nella ristorazione e per campionatura, il team di EcoTensil ha progettato numerosi prodotti specifici per il confezionamento monodose pronti per essere inseriti nel packaging dei clienti (di insalate, bevande ecc.) avvolti, o personalizzati secondo le esigenze, con un risparmio effettivo sui costi di rinnovamento delle attrezzature.

Tra i primi gruppi europei a scegliere la nuova soluzione, c’è Hilcona AG, azienda di trasformazione alimentare la cui divisione foodservice confeziona la gamma To-Go di insalate da asporto, prodotti lattiero-caseari e dessert per il grande distributore alimentare europeo COOP con un risparmio di 3,5 tonnellate di rifiuti plastici l’anno.

Dopo i piatti biodegradabili, per il mercato dell’usa e getta è tempo di dare il benvenuto alle bio-posate commestibili. L’idea arriva dall’India, dove l’enorme spreco di stoviglie in plastica ha spinto Narayana Peesapaty a creare un’alternativa sostenibile.

Il mondo del monouso sta, volente o nolente, iniziando a pianificare strategie di riduzione dell’impatto ambientale. Se è vero da un lato che piatti, posate e bicchieri di plastica possono essere riciclati, lo è anche dall’altro che un recupero al 100% delle plastiche che compongono questi oggetti non è sempre possibile o attuabile. Il destino è la termovalorizzazione (della parte non riciclabile dei polimeri) o, là dove mancano in assoluto impianti per il polipropilene e il polistirene, la discarica.

 

Peesapaty ha cercato di risolvere il problema creando quello che forse a molti non sembrerà una grande novità (ma che lo è di certo per il suo paese): bio-posate commestibili realizzate a partire da miglio, riso e sorgo.  Ex ricercatore dell’ICRISAT, il chimico indiano ha già venduto un milione e mezzo di cucchiai edibili tramite la sua società, la Bakeys. Gli ingredienti usati per produrli sono semplici farine e acqua, a cui possono essere aggiunti una serie di aromi, sale o zucchero. Dopo l’uso, le posate possono essere mangiate o utilizzate per il compost. “Le si può mangiare oppure le si può usare per il compost, si decompongono in quattro-cinque giorni”, spiega Peesapaty.

“L’energia che serve per produrre un utensile in plastica, la impieghiamo per fabbricare 100 cucchiai a base di farina di sorgo”, si legge su la pagina Kickstarter del progetto. “[…] I nostri costi energetici sono ridotti al minimo attraverso un processo semi-automatico che riduce sprechi e massimizza l’efficienza. Il nostro basso consumo di acqua per la produzione di ciascun cucchiaio (meno del 2% del peso per posata), permette ai nostri cucchiai di  mantenersi in perfette condizioni fino a 2 anni”.

Non perdere il prossimo articolo sul blog di Veauty Of Life con altre info e consigli interessanti per una vita più vegan e sostenibile!

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